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'Io stesso sono un anarchico ma di un tipo diverso'

Mahatma Gandhi

martedì 15 febbraio 2011

Quale giustizia?


Mi reco a quaranta chilometri di distanza per richiedere dei documenti albrunetta blog Tribunale competente per territorio.

Una giovane signora mi accoglie nell'ufficio ove mi si consentirebbe di prendere visione o estrarre copia degli atti.

Il condizionale è d'obbligo, visto che ci troviamo poi in una specie di terra di nessuno, dove la legge è fatta di volta in volta dai preposti ai vari servizi.

E difatti...

Una volta accertato il numero del fascicolo, compilo la domanda per ottenerne un duplicato, specificando, nel caso non sia possibile esaminarlo subito, la mia rinuncia a 'compulsarlo' preventivamente, considerato che provengo da un'altra città.

L'impiegata mi guarda con sorpresa ed annuncia di non avere tempo di andare in archivio, ubicato due piani sotto e raggiungibile con l'ascensore, per prelevare l'incartamento.

Replico di non avere fretta e di avere necessità della sola duplicazione, col pagamento dei contributi previsti, senz'alcuna cernita preliminare.

Mi accontenterei di un fax o dell'invio per posta elettronica od ordinaria, con addebito di spese a mio carico, ma ciò, stranamente, non è possibile. La prego solo di farmi sapere, quando posso ripassare per il ritiro di quanto richiesto, con la massima cortesia.

A quel punto l' interlocutrice mi comunica che è necessario telefonare, tra una settimana, per sapere se sussista la possibilità di prelevare dall' archivio il materiale da fotocopiare.

Non sono talmente ingenuo da pensare che, essendo io particolarmente affascinante, ella voglia a tutti costi rivedermi per essere corteggiata e combinare qualcosa d' intrigante, sul piano sentimentale ed erotico, nella stanza semibuia, posta al primo piano dell'edificio, dove magari sono propizi quegli amori ancillari che mi piacciono tanto.

Credo, molto più realisticamente, che la gentildonna voglia fare il proprio comodo e seguire la propria inclinazione a lavorare, più o meno bene, a seconda del proprio umore mattutino.

Però, m' interrogo: il ministro Brunetta, che ha la fissa dei cartellini e dei tornelli, o il suo collega Alfano o forse il maceratore Calderoli hanno mai pensato d'incaricare qualche loro funzionario per verificare come sono organizzati gli uffici amministrativi dei Tribunali nelle varie regioni d'Italia? Si sono mai presi la briga di far chiedere un qualsivoglia documento d'interesse del cittadino comune, tramite i propri collaboratori, per conoscere qual è la produttività media di cancellieri e collaboratori di giustizia?

Questi esemplari dell'apparato statale vivono generalmente in una sorta di limbo inaccessibile ai comuni mortali, dove regna una perfetta atarassia; gli addetti ai vari compiti sono maestri nel fare ciò che loro meglio aggrada, stropicciandosene delle esigenze del pubblico.

Lo sanno, i molto onorevoli riformatori della nostra Amministrazione, che l'indifferenza la fa da padrona e che né giudici, né dirigenti intervengono mai, o quasi mai, per stabilire se le regole sono rispettate dai dipendenti, i quali continuano a dormire, nonostante gli strepiti della gente, sonni tranquilli?

Nella tanto decantata riforma della giustizia, non c'è un piccolo spazio destinato all'abbattimento delle barriere burocratiche, perché gli utenti possano conseguire ciò che gli spetta pagando (salatissime) tasse all'erario come avviene nei paesi civili?

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