
Mi dispiace, ma i commenti del governo americano sono difficilmente contestabili sul piano della civiltà giuridica e liberale.
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Angelo Panebianco ha interpretato molto bene l'opinione di chi predilige, in materia di testamento biologico, in un articolo apparso di recente sul "Corsera",la libertà di coscienza e respinge l'invasività dello stato nella vita privata dei cittadini, fino al punto di regolamentare anche gli ultimi esiti dell'esistenza con l'intervento della burocrazia.
Una forma d'intrusione che ci fa sentire schiavi senza speranza di un Moloch sado-masochista.
Il problema non si risolve con le stereotipate impostazioni ideologiche, che distinguono ossessivamente e grottescamente la destra e la sinistra.
Ricordo un appunto di Filippo Facci sul Giornale, in cui si dava conto della condizione estrema, di disperata desolazione, in cui versava la vita vegetale di Eluana, le ferite irreparabili sul suo viso, tormentato dall'accanimento delle macchine, per idratarla e nutrirla. Una feroce descrizione degl'insulti che, in diciassette anni d'immobile degenza, il suo corpo e la sua anima avevano subito ad opera dei terapeuti e dei custodi dello spirito, degl'interpreti ortodossi della religione cristiana.
Il silenzio si addice al dolore, e la pietà è l'unico sentimento che dovrebbe pervadere vicende di questo genere, dove la politica non dovrebbe mai entrare, se non per dettare regole di larga condivisione, nel rispetto della libertà e della dignità della persona.
Ora, quel che meraviglia è che questi principi, ad onta delle dichiarazioni ufficiali, stiano per essere stravolti, nell'attuale discussione del disegno di legge sul testamento biologico, che stride orrendamente con l'art. 32 della Costituzione e con i più elementari principi liberali.
Ritengo che il dissenso espresso dall'onorevole Benedetto Della Vedova, all'interno della maggioranza, sia il sintomo di un disagio molto diffuso nel paese e che l'attuale governo debba tenerne conto, per evitare frammentazioni nel suo seno e tra l'elettorato, lasciando da parte calcoli politici non propriamente encomiabili.
Si limiti a candidare Clemente Mastella al parlamento europeo, ma lasci fuori della porta temi troppo importanti come la sacralità della vita, che non appartengono, in via esclusiva, ad alcuno schieramento.
Tenga piuttosto a mente che un pontefice illustre, come Paolo VI, aveva già definito i limiti d'intervento del medico e della medicina, indicando la soglia invalicabile in "una vita in condizioni di essere umanamente e compiutamente vissuta".


Le denunce della Procura generale della Corte dei Conti, all'inizio dell'anno giudiziario, sono impietose, ma non costituiscono una novità. Il ministro Brunetta a proposito di uno dei vari scandali denunciati dalla magistratura contabile ha preannunciato un'inchiesta per accertare la trasparenza o no della pubblica amministrazione, che pare sostanzialmente negata nella prassi quotidiana degli uffici.
D'altro canto sulla correttezza delle procedure seguite dall'agenzia di riscossione, la famosa Equitalia spa, la corte medesima avanza seri dubbi nel momento in cui riconosce che i crediti incassati sono aumentati.
Sono curiosamente dei segnali inquietanti che si aggiungono alla scoperta di truffe di vario tipo nel sistema sanitario nazionale, per non parlare delle altre malefatte, che hanno ormai ridotto lo stato ad una specie di gruviera dove i topi allignano e crescono con velocità esponenziale, senza che alle lagnanze seguano i rimedi.
In Italia esistono da decenni cahier de dolèance lunghi quanto la penisola, sui quali i governi scorrazzano tranquillamente senz'assumere adeguate iniziative.
Il povero Ministro per le riforme avrà i mezzi per tentare di approntare qualche ammodernamento, quando la prima elementare constatazione è la proliferazione di norme e la scarsa o nulla applicazione concreta da parte di un'imbelle classe dirigente pubblica e dei piccoli e grandi burosauri, che non sanno o sanno troppo bene come trascorrere le loro giornate, traendo benefici dalla comoda posizione di chi non deve render conto a nessuno con la sicumera di farla franca, per la lentezza e gli alti costi della giustizia ordinaria.
L'Italia è la culla del diritto, ma soffre di bulimia da decenni. Intento lodevole sarebbe quello di eliminare quelle inutili, quelle frutto di accordi di lobby e quelle clientelari. In questo senso speriamo non si riveli un'illusione il tentativo del governodi potare i rami secchi della legislazione repubblicana e di quella precedente, coordinando le normative più importanti in appositi testi unici divisi per materia.
Ma la proliferazione incontrollata di provvedimenti di vario genere ha reso il sistema tanto più deprecabile quanto più andava, consolidandosi nel tempo, generando confusione e incertezza nei cittadini.
I principi di un moderno stato di diritto contemplano poche leggi ma buone e, soprattutto, la loro corretta applicazione da parte dei funzionari pubblici.
Costoro nella giungla attuale hanno spesso l'agio di farne un uso improprio e distorto, interpretando il loro ruolo non già come servitori del cittadino, ma come tanti piccoli satrapi presuntuosi, arroganti e prepotenti.
L'Italia è una Repubblica fondata sulla burocrazia e questa è costituita da vassalli, valvassini e valvassori. come nel feudalesimo.








"Questa terra è il miele per tutti gli
esseri e tutti gli esseri sono il miele
per questa terra"
(Brhadaranyaka Upanishad
II,5.1).